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Kate incomincia a sfilarsi la giacca. – E’ una mia sensazione, o oggi fa veramente caldo?
Alex impiega qualche secondo per capire le sue parole. Prima che la consapevolezza gli illumini il volto, come i primi raggi di un nuovo giorno, lei si è tolta anche la maglia. All’improvviso attraversa di corsa la strada, passa tra due macchine, scende la ripida sponda erbosa, evita una vecchia panchina dipinta di azzurro scuro, poi di volata giù per i gradini di cemento, fino alla sabbia. Scalcia via le scarpe senza fermarsi, slancia i calzoni, che le ricadono intorno alle caviglie. Quindi la camicetta, i calzini, il reggiseno e infine le mutandine. L’acqua di mare impregnerà le bende e farà bruciare le ferite, ma non importa.
Si tuffa in mare, poi si volta sulla schiena per guardare il cielo.
La donna ricade all’indietro, precipita in acqua a braccia e gambe aperte sollevando alti spruzzi bianchi, prima di scomparire tra le onde.
L’acqua la ricopre completamente, e, quando riemerge, quasi non riesce a parlare, soffocata dalle risate.
Tratto da “Tempesta” di Boris Starling, traduzione di Paola Frezza Pavese
non l’ho capita… o.o
E’ l’ultima pagina di un libro.
oooh….
continuo a non capire….
xD very very sorry