Candida acqua, ruscello scorrente, il suo limpido gorgogliar lungo il pendio della montagna, travolto dalla luce, lascia intravedere la sua profonda intimità. Ignaro del suo destino, ignoro anche il suo principio, così è stata la mia esistenza, con un passato sepolto, con un avvenire oscuro. Oh Crono, dio del tempo, guarisci le mie ferite come l’acqua che spazza via ogni cosa, ogni cosa tranne le cicatrici che però rimangono: i sassolini ormai depositati sul letto di questo fiumiciattolo riemergono, si aggrappano al flusso, e viaggiano nel presente e nel futuro.
Il tuo addio mi ha imprigionato per sempre in un ingente labirinto. Corridoi cupi, incessantemente lunghi e freddi, costringono all’evasione la mia anima lasciando un corpo che vaga invano in questo labirinto senza uscita. Questa volta la salvezza sarà irraggiungibile, neanche col filo di Dedalo. Abbandonato nella solitudine, faccio compagnia solo alle mie lacrime che hanno già sciolto il mio viso, soffocato il mio cuore.
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Archivio per mare
L’ultima lettera di Teseo
Posted in Carta & Penna con i tag abbandono, amore, Arianna, celare, corona boreale, corona di arianna, costellazione, di Teseo, dio del mare, Dioniso, Elio, fiume, futuro, gabbbiani, greca, leggenda, lettera, luna, mare, marea, mito, mitologia, morte, nascondino, Nasso, Naxo, Naxus, notte, orizzonte, passato, Poseidone, preghiera, presente, prigioniero, ruscello, Spiaggia, stelle, storia, tempo, tramonto, ultima, vera on 7 Marzo 2009 by mod_2…soffocata dalle risate
Posted in Carta & Penna con i tag Alex, Boris Starling, giallo, Kate, mare, onde, Paola Frezza Pavese, risate, Romanzo, Tempesta on 14 Luglio 2008 by mod_2[...]
Kate incomincia a sfilarsi la giacca. – E’ una mia sensazione, o oggi fa veramente caldo?
Alex impiega qualche secondo per capire le sue parole. Prima che la consapevolezza gli illumini il volto, come i primi raggi di un nuovo giorno, lei si è tolta anche la maglia. All’improvviso attraversa di corsa la strada, passa tra due macchine, scende la ripida sponda erbosa, evita una vecchia panchina dipinta di azzurro scuro, poi di volata giù per i gradini di cemento, fino alla sabbia. Scalcia via le scarpe senza fermarsi, slancia i calzoni, che le ricadono intorno alle caviglie. Quindi la camicetta, i calzini, il reggiseno e infine le mutandine. L’acqua di mare impregnerà le bende e farà bruciare le ferite, ma non importa.
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Passeggiano…al tramontar del sole
Posted in Fermata Prenotata con i tag al tramontar del sole, gabbiani, mare, passeggiare on 2 Febbraio 2008 by mod_2Passeggiano,
con la mano nella mano,
al tramontar del sole.
Il vento accarezza
strofinando
la loro pelle,
si polverizzano,
e svaniscono.
Lontano, appare,
talvolta,
e scompare
il canticchiar dei gabbiani.
(Ispirato da “Paesaggio montano” di Li Po)